Quella triste rappresentanza sulle spalle degli studenti…

Quella triste rappresentanza sulle spalle degli studenti…

In questi giorni in tutto l’Ateneo stanno ripartendo i corsi di studio e siamo già al lavoro tra gli studenti distribuendo i salvamatricole e rispondendo alle varie richieste. I nostri pensieri vanno soprattutto alle matricole, ma in realtà a tutti gli studenti, di Mediazione Linguistica che a Sesto hanno da poco ripreso le lezioni.

A giugno Mediazione linguistica è stata al centro del dibattito del nostro Ateneo per il ricorso contro il numero chiuso vinto da una sedicente lista di rappresentanza.
Avevamo già fatto presente negli organi che un’apertura totale avrebbe creato grossi disagi sia perchè l’edificio non riesce a contenere un numero di studenti così elevato sia per la carenza strutturale di personale docente (difficoltà già presenti con il numero chiuso).

Ancora una volta lo stesso soggetto che divulgava false informazioni sulla mensa di Festa del Perdono ha voluto cercare visibilità sulle spalle degli studenti. A Mediazione linguistica, con le iscrizioni ancora aperte, si segnalano già problemi di sovraffollamento, circa un migliaio di studenti in più rispetto agli anni scorsi.

Da sempre siamo contrari al numero chiuso e tre anni fa eravamo in prima linea per evitare che fosse aggiunto anche alla facoltà di Studi Umanistici. Abbiamo, peró, sempre cercato di fare coincidere l’ esigenza del libero accesso al sapere con i limiti strutturali che le Università, lasciate sole, non sono in grado di superare. Con l’apertura totale di mediazione linguistica sono a rischio la sicurezza, la didattica di qualità e l’idea stessa di Università. Continueremo a lottare negli organi in cui siamo rappresentati cercando di garantire a tutti gli studenti una didattica di qualità. Chiederemo, inoltre, a Unimi un ragionamento più organico sul numero chiuso, con prospettive più ampie e sguardo di insieme.

L’ambizione di un’Universita per tutti deve partire dall’impegno costante nella creazione delle condizioni a livello nazionale affinché questo si possa realizzare, il resto è solo pericolosa e dilettantistica ricerca di visibilità che noi rifiutiamo e combattiamo.
Siamo convinti che questa nostra posizione, oltre ogni tentativo di ricerca di visibilità, possa essere condivisa dagli studenti e dalle studentesse sia di Mediazione ma anche di tutto il nostro Ateneo.

Le molte matricole di Mediazione devono però avere la garanzia di un percorso università di qualità, dove anche il diritto allo studio e la sicurezza siano garantiti. L’ateneo deve trovare soluzioni alternative per le problematiche che purtroppo altri hanno creato e noi saremo in prima linea affinché orari, lezioni, laboratori ed esami siano ancora una volta a misura di studente.