Portale Orientamento

Emergenza Covid-19

Dall’inizio di Marzo l’Università è stata costretta a ricorrere ad una gestione completamente diversa di tutto quello che riguarda la didattica. Dopo un inizio complicato, si è cercato di provvedere ad una infrastruttura tecnologica che potesse sostenere il carico necessario.
La didattica è prevista online anche per il prossimo semestre, con attività sincrone e asincrone dipendenti dalle specificità dei corsi, e, laddove necessario, laboratori in presenza con una grande attenzione per il rispetto delle norme di sicurezza.

Anche per gli esami di laurea è prevista la modalità a distanza per il prossimo futuro.
Il Rettore ha garantito più volte però che si farà tutto il necessario per tornare alla didattica in presenza il prima possibile.

Diritto allo Studio

Tassazione

La tassazione in Università è composta da due rate che vengono calcolate in maniera diversa e si pagano in momenti diversi:

La prima rata è uguale per tutti e corrisponde alla tassa regionale annuale che è di 156 euro annui, si paga entro il 30 settembre ed è prevista una mora di 30 euro in caso di pagamento tardivo.

La seconda rata si paga entro il 31 gennaio ed è calcolata sulla base della dichiarazione ISEE. Per non pagare l’importo massimo è necessario presentare la dichiarazione ISEE tramite CAAF entro il 15 novembre 2020 (può cambiare).

La seconda rata è inoltre calcolata in base al corso di studio frequentato. Sono due le aree in cui si divide la tassazione: l’Area A comprende tutti i corsi umanistici, l’Area B comprende tutti i corsi scientifici, compresi quelli legati all’area medico sanitaria (precedentemente vi era un’ulteriore suddivisione tra questi, con un aumento della somma da pagare, che dopo la nostra riforma della tassazione approvata a Marzo 2020 è stata eliminata).

In base all’ISEE di appartenenza saranno dovute determinate somme. Con l’introduzione della riforma della tassazione, citata prima, la NO TAX AREA senza alcun requisito di merito è fissata ora a 20.000. La fascia massima a cui corrisponde l’importo massimo da pagare è di 75.000 euro ISEE.

E’ possibile, per il pagamento della seconda rata, chiedere la rateizzazione per gli importi superiori ai 700 euro.

Il pagamento si effettua attraverso il portale UNIMIA e successivamente la nuova modalità di pagamento PagoPA che rende possibile il pagamento anche tramite HomeBanking.

Borse di studio regionali e borse d’ateneo

Le borse di studio regionali sono benefici per garantire il diritto allo studio e si compongono di una quota in denaro e di una parte in forma di servizio ristorazione gratuito.

Le borse sono finanziate dalla Regione Lombardia e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e grazie a ulteriori fondi erogati dall’Ateneo stesso, l’Università degli Studi di Milano riesce a garantirne l’erogazione a tutti gli aventi diritto.

Per ottenere la borsa di studio è necessario essere regolarmente iscritti ad un corso di laurea o post laurea. Inoltre è necessario presentare domanda tramite lo sportello online.

Per maggiori dettagli consultare il seguente link

Le borse d’ateneo sono borse di studio finanziate dall’Ateneo per chi supera i requisiti massimi per accedere alle borse regionali. Si tratta di 750 borse da 1800 euro, erogate annualmente tramite bando che viene pubblicato nel mese di luglio. Per accedere è necessario rispettare i seguenti requisiti:

ISEE superiore a 23.000 e fino a 40.000 euro e ISPE non superiore a 75.000 euro

ISEE inferiore a 23.000 euro e ISPE compreso tra 50.000 e 75.000 euro.

Borse di merito e mense

Borse di Merito

Sono contribuiti integrativi destinati ai beneficiari di borse regionali per il diritto allo studio e borse di studio di Ateneo dell’ammontare massimo di 6000 euro.
Il bando, dove sono contenuti i requisiti viene pubblicato a luglio per un totale di 30 destinate alle matricole dei corsi di laurea magistrale , 130 riservate agli iscritti ad anni successivi al primo.


Mense

L’Università degli Studi di Milano offre a tutti gli studenti regolarmente iscritti un servizio ristorazione che prevede un pasto a costo contenuto presso le seguenti mense universitarie:

Gli studenti idonei alla borsa di studio regionale (DSU) possono mangiare gratuitamente nelle mense universitarie e negli altri punti ristoro convenzionati dal lunedì al sabato, turno pomeridiano.

Tutti gli altri studenti regolarmente iscritti fino al primo anno fuori corso possono mangiare nelle mense universitarie e negli altri punti ristoro convenzionati a tariffa agevolata in base alla propria fascia di reddito e previa domanda da presentare entro Dicembre.

Residenze

L’Università degli Studi di Milano offre agli studenti fuori sede circa 670 posti alloggio presso le residenze e gli appartamenti dell’Ateneo. I posti sono disponibili per 11 mesi – da ottobre a settembre escluso agosto – in camere singole, doppie o triple con servizi che variano a seconda della struttura.

I posti vengono assegnati tramite bando di concorso agli studenti con determinati requisiti di merito e reddito. Gli studenti che risultano beneficiari nella graduatoria finale di assegnazione, hanno diritto a un posto alloggio a un costo annuo complessivo di 2.750 euro e potranno rinnovare la richiesta di assegnazione per gli anni di corso successivi, sempre a condizione di rispondere ai requisiti richiesti e se in regola con il pagamento della retta.
I posti ancora disponibili, dopo questa prima assegnazione, vengono offerti a tariffa annua unica non agevolata di 3.850 euro agli studenti che, pur avendo requisiti di merito, non rispondono ai requisiti di reddito richiesti dal diritto allo studio.

I requisiti di reddito e di merito sono stabiliti dal bando di concorso. Generalmente i requisiti minimi per candidarsi all’assegnazione di un posto alloggio sono:

essere iscritto o dichiarare di volersi iscrivere a uno dei corsi dell’Università degli Studi di Milano, ma non a tempo parziale;

risiedere in un comune che dista più di 90 minuti dalla sede del corso di studio;

non percepire retribuzioni in via continuativa da lavoro dipendente, attività autonoma o professionale;

non percepire reddito da partecipazioni societarie superiori al 10% o titolari di partita IVA;

non avere alcuna posizione debitoria aperta (che non sia stata già concordata).