Siamo sicuri che serva “solo” Un’Anima?

Siamo sicuri che serva “solo” Un’Anima?

Quando Gianni Cuperlo si è confrontato con noi sulle idee, i programmi e la storia della Sinistra nel nostro Paese, nell’incontro su zoom di alcune settimane fa che potete trovare ancora sul nostro canale YouTube, avevamo già capito cosa intendesse suggerirci come idea di sinistra.

Eppure, dal canto mio, ho deciso comunque di leggere il suo libro, per provare ad approfondire insomma.

Gianni è un intellettuale, un uomo politico illuminato, un buon compagno, fedele prima di tutto alle idee di giustizia sociale e di uguaglianza. Lo si capisce parlandoci, ascoltandolo e leggendo ciò che scrive.

Insomma anche volendo essere freddi, disinteressati e distaccati in qualche modo ci si appassiona alle parole e alla finezza intellettuale e stilistica di Cuperlo. Sia per come sono raccontate le vicende, sia per la passione che il suo impegno sprigiona in modo sincero e viscerale.

Un’Anima è un libro che racconta l’inadeguatezza del soggetto politico di centrosinistra maggiormente rappresentativo, un soggetto mai veramente nato, che ha ricercato la propria identità tra gazebo, primarie e addizioni (o scissioni) di ceto politico (in parte anch’esso inadeguato) all’interno delle ZTL o, nei migliori dei casi, nei salotti bene delle aree metropolitane del nostro Paese.

E Gianni questo lo sa.

Illuminante, ad esempio, è il racconto dell’avvicendamento tra i gialloverdi ed i giallorossi, un travaglio forse anche mal gestito e mal compreso. Il rischio però Gianni lo conosce, se rimuoviamo questi passaggi rischiamo di cadere in una brutta democrazia “depassionata” e asettica. Serve un’Anima, certo. Ma siamo sicuri che basti?

Ci siamo chiesti perché la maggior parte della generazione che sta tra i 18 e i 30 anni non si sente rappresentata dai partiti o dai soggetti politici attualmente protagonisti della vita pubblica nel nostro Paese?

Basti guardare anche nelle Università, fucina delle classi politiche e dirigenti future, che solo in minima parte partecipa e si organizza in soggetti politici dentro e fuori dagli Atenei. E lo fa in modo estremamente frammentato.

Forse non serve solo un’Anima, è tempo anche di un nuovo soggetto. Coraggioso e moderno nelle forme ma dal sapore antico nelle idee. Senza paure o timori di destabilizzare le posizioni di rendita, occupate sempre da chi rappresenta le stesse sfere di interessi economici e sociali.

Un soggetto giovane, non giovanilista. Un soggetto di rottura, di conflitto generazionale che non sia però rottamatore e che al contrario valorizzi le esperienze passate.

Se queste sono le premesse, noi siamo pronti.

Marco Loria

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