Giornata della Memoria, giornata della Storia

Giornata della Memoria, giornata della Storia

Il 27 gennaio di 75 anni fa veniva liberato dall’Armata Rossa il campo di concentramento di Auschwitz. È giusto e doveroso ricordare questi avvenimenti per far si che la Memoria, ma soprattutto la Storia, non vengano dimenticate. Rammentare quello che la follia umana può partorire però non può ridursi solo a sporadiche commemorazioni all’interno di una sola giornata ma deve essere uno stile di vita e di comportamento che guidi il nostro agire nella società. 

Per far si che queste cose non avvengano più. Per fare in modo che l’essere umano sia sempre essere umano. Per far si che la dignità dell’uomo non venga abbattuta. 

Ma allora perché tolleriamo ancora la presenza di campi simili all’interno della nostra quotidianità? Perché preferiamo non vedere e non capire il mondo che ci circonda? Perché se continuiamo a ripeterci che la storia deve guidarci continuiamo deliberatamente ad ignorare i suoi richiami? 

Esistono strutture di detenzione simili a quelle che non possiamo cancellare dalla nostra storia. Ora. Nel 2020. E non solo in realtà lontane ed esotiche ma anche vicino a noi. I campi profughi in Libia, i nuovi CPR in Italia, le carceri in Turchia e negli Stati Uniti. Migliaia di persone la cui libertà è ristretta, abusata, violata. Situazioni che preferiamo non vedere, ignorare. 

Ricordare il gli orrori del nazifascismo è giusto, doveroso, essenziale. Ma rendiamo questa memoria attiva, cerchiamo di conoscere la nostra Storia ma anche il nostro presente. 

Non scivoliamo di nuovo nell’indifferenza.