UMANITÀ FUTURA Prima Edizione della Scuola di Formazione Politica di UniSì – Uniti a Sinistra

UMANITÀ FUTURA Prima Edizione della Scuola di Formazione Politica di UniSì – Uniti a Sinistra

– MANIFESTO DELLE IDEE
Viviamo il periodo delle contraddizioni e delle disuguaglianze sociali ed economiche. Non pretendevamo di nascere, vivere e studiare in anni ruggenti; esigiamo, invece, di poter utilizzare saperi e strumenti critici per condizionare l’esistente e per costruire un futuro migliore, senza essere costretti dalle leggi del mercato e dall’ ormai dominante dottrina neoliberista ad escludere qualcuno. Insomma, provare ad affrontare quei processi grandi e terribili e trasformarli in un orizzonte politico nuovo, diretto al progresso e all’emancipazione del genere umano. Nessuno, o per lo meno così sembra, si è preoccupato di organizzare momenti collettivi di formazione e condivisione di idee, di saperi e di visioni del mondo. Questo è quello che noi ci proponiamo di fare. Antonio Gramsci, intramontabile pensatore e brillante politico di riferimento della Sinistra mondiale, così scriveva: istruitevi, agitatevi, organizzatevi! Da queste premesse nasce “Umanità Futura”.

Il Manifesto si articola in Tre Tesi che prendono il nome dagli imperativi gramsciani che comprendono e nei quali si articolano i temi che intendiamo affrontare e studiare in questa occasione di formazione collettiva.

1. ISTRUITEVI!
Siamo un’affermata comunità ed organizzazione universitaria ma l’accesso libero ai saperi critici deve essere la priorità dell’Umanità Futura sin dai primi anni della scuola dell’obbligo. È fondamentale superare l’impostazione nozionistica della didattica e quella aziendalistica dell’’organizzazione. Occorre ripensare i sistemi di valutazione della didattica, delle politiche e delle performance che Invalsi ed Anvur impongono. La scuola, l’università e la ricerca pubblica sono elemento imprescindibile per la vitalità economica, civile e culturale del Paese. Le politiche di disinvestimento e i tagli alla spesa pubblica, adottati dalla Riforma Gelmini in poi, già oggi gravano e condizionano negativamente il futuro delle attuali e delle prossime generazioni. La situazione di difficoltà generale delle istituzioni scolastiche ed universitarie acuisce e aumenta le diseguaglianze economico-sociali all’interno di un Paese che già versa in gravi difficoltà. Vogliamo invertire la rotta puntando su saperi e ricerca come base per la costruzione dell’Umanità Futura che immaginiamo.

2. AGITATEVI!
L’agitazione è entusiasmo. Agitarsi significa essere presenti nel dinamismo della realtà e nella quotidianità dei processi politici, economici e sociali che cambiano e si rinnovano più in fretta dei soggetti politici e dei singoli. Per queste ragioni intendiamo studiare il pensiero dei grandi filosofi, riscoprire il fascino delle ideologie che hanno spinto la Storia nei secoli scorsi e che ancora oggi influenzano i processi di cambiamento dell’ordine mondiale. Abbiamo l’esigenza di ricercare un nuovo equilibrio politico riassaporando il gusto dell’intramontabile utopia dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Il nostro entusiasmo si riaccende nelle sfide del nostro tempo e nei compiti che il nostro impegno ci ricorda: la lotta ai nuovi e ai vecchi razzismi, l’antifascismo militante, l’accesso ai saperi, la parità salariale, la tutela dei diritti dei lavoratori, la stabilità contrattuale delle nuove forme di lavoro, l’informazione libera, una sanità per tutti, una nuova economia circolare e sostenibile, la difesa del nostro ecosistema, la lotta alle speculazioni edilizie, una produzione culturale di massa non mercificata dal sistema, un’Umanità Futura di uomini e donne veramente liberi uniti nella solidarietà tra eguali.

3. ORGANIZZATEVI!
L’Umanità Futura che immaginiamo tornerà ad agire da organizzazione. Non una trade-union di singoli cittadini ma un’organizzazione che sappia fare sintesi delle esigenze di chi si vuole rappresentare. È molto arduo valutare quale sia oggi il processo d’integrazione tra militanza ed organizzazioni, e ancora più difficile stabilire che ruolo debba svolgere la Sinistra in questo processo. Per ritornare ad essere protagonisti del nostro tempo e per costruire il futuro delle prossime generazioni occorre tornare a parlare e a praticare momenti di egemonia culturale nelle scuole, nelle università, nei movimenti civici e in quelli culturali. Organizzare dunque la nostra attività, condizionare le prassi quotidiane e poi quindi governarne i processi.

La sfida è avvincente, tempo ne abbiamo ma non possiamo perderne altro. Siamo realisti, vogliamo l’impossibile!